Bassa disponibilità energetica e sindrome RED-s: quando la ricerca della magrezza compromette la salute

L’articolo approfondisce il concetto di bassa disponibilità energetica (LEA) e il suo legame con la sindrome RED-s (Relative Energy Deficiency in Sport), spiegando come un apporto energetico insufficiente rispetto al dispendio da esercizio possa compromettere salute, adattamento e performance. Attraverso riferimenti ai più recenti consensus internazionali e alla letteratura scientifica, vengono chiarite le soglie di rischio della disponibilità energetica, le implicazioni endocrine e metaboliche e i potenziali effetti negativi di restrizioni caloriche eccessive, anche nei percorsi di dimagrimento. L’obiettivo è fornire una chiave di lettura evidence-based per strutturare strategie nutrizionali sostenibili, capaci di migliorare la composizione corporea senza compromettere la salute

Dott. Aaron Farina

2/24/20264 min read

La nutrizione sportiva rappresenta un paradigma finalizzato a massimizzare la performance, favorire adattamento e recupero e, al contempo, tutelare la salute dell’atleta. Tuttavia, la ricerca di una composizione corporea ritenuta “ottimale” e l’elevata richiesta energetica legata agli allenamenti possono favorire lo sviluppo di una condizione definita bassa disponibilità energetica (Low Energy Availability, LEA).

La LEA si verifica quando l’energia introdotta con l’alimentazione, al netto del dispendio energetico legato all’esercizio fisico, non è sufficiente a sostenere le funzioni fisiologiche di base dell’organismo. Questa condizione può compromettere recupero e adattamento all’allenamento e determinare alterazioni metaboliche ed endocrine (tra cui disfunzioni mestruali), riduzione della densità minerale ossea, aumento del rischio di infortuni, alterazioni immunitarie e peggioramento della performance sportiva. Questo insieme di manifestazioni cliniche è oggi definito RED-s (Relative Energy Deficiency in Sport) [Mountjoy et al., 2023].

In passato la condizione era descritta come Triade dell’atleta donna, caratterizzata da bassa disponibilità energetica, disfunzioni mestruali e ridotta densità ossea [Nattiv et al., 2007; De Souza et al., 2014]. Tuttavia, successive evidenze hanno dimostrato che il quadro clinico è più ampio e coinvolge anche atleti di sesso maschile, portando all’introduzione del termine RED-s da parte del Comitato Olimpico Internazionale (IOC) [Mountjoy et al., 2023].


Disponibilità energetica: definizione e soglie di rischio

La disponibilità energetica (Energy Availability, EA) rappresenta l’energia residua disponibile per le funzioni fisiologiche dopo aver sottratto il costo energetico dell’esercizio:

EA = (TDEI − EAT) / kg FFM

dove:

  • TDEI = introito energetico giornaliero totale

  • EAT = dispendio energetico da esercizio

  • FFM = massa magra (kg)

Le soglie di riferimento derivano principalmente dagli studi di Loucks e collaboratori, che hanno dimostrato alterazioni della funzione riproduttiva femminile quando la EA scende sotto ~30 kcal/kg FFM [Loucks & Thuma, 2003; Loucks, 2003].

In ambito clinico e sportivo si considera:

  • EA > 45 kcal/kg FFM → rischio basso

  • EA 30–45 kcal/kg FFM → rischio moderato

  • EA < 30 kcal/kg FFM → rischio elevato

Queste soglie sono state integrate nei consensus statement successivi [Mountjoy et al., 2023].

LEA negli atleti e nella popolazione generale

Il rischio di LEA è maggiore negli sport ad elevato dispendio energetico e/o in cui una bassa massa corporea è percepita come vantaggiosa (sport estetici, categorie di peso, endurance). Tuttavia, la LEA non è esclusiva degli atleti.

Restrizioni caloriche marcate associate alla ricerca di ideali estetici di magrezza possono indurre LEA anche in soggetti sedentari o moderatamente attivi, con potenziali ripercussioni su salute endocrina, metabolismo e benessere psicologico.

Implicazioni per le strategie di dimagrimento

Il concetto di disponibilità energetica aiuta a comprendere perché la ricerca di un dimagrimento rapido tramite diete fortemente ipocaloriche o very low calorie diets (VLCD) possa comportare rischi fisiologici.

Restrizioni energetiche severe possono:

  • aumentare la perdita di massa magra

  • indurre adattamenti metabolici (adaptive thermogenesis)

  • ridurre l’aderenza nel lungo periodo

  • favorire il recupero ponderale

La letteratura sull’adattamento metabolico mostra come restrizioni marcate possano indurre riduzioni del dispendio energetico superiori a quanto atteso per la sola perdita di peso [Dulloo et al., 2015; Hall & Kahan, 2018]. Approcci con deficit moderato risultano generalmente più sostenibili e compatibili con la preservazione della massa muscolare e della salute metabolica.


Esempio applicativo

Si consideri una donna di 50 kg con il 20% di massa grassa (FFM ≈ 40 kg).

Caso 1 – Nessuna attività fisica

Introito energetico: 1200 kcal/die

EAT = 0

EA = 1200 / 40 = 30 kcal/kg FFM

Il valore si colloca al limite inferiore dell’intervallo 30–45 kcal/kg FFM, quindi in fascia di rischio moderato. Dal punto di vista clinico è una condizione borderline, soprattutto se protratta nel tempo.

Caso 2 – Introduzione di attività fisica

Introito energetico: 1200 kcal/die

Dispendio da esercizio: 200 kcal/die

EA = (1200 − 200) / 40 = 1000 / 40 = 25 kcal/kg FFM

Il valore scende sotto 30 kcal/kg FFM, entrando in fascia di rischio elevato per LEA e potenziale sviluppo di sintomi compatibili con RED-s [Loucks & Thuma, 2003; Mountjoy et al., 2023].

Questo esempio evidenzia come l’aumento dell’attività fisica, in assenza di un adeguato incremento dell’introito energetico, possa peggiorare la disponibilità energetica.

Calcolo inverso per la prevenzione

Se si considera una EA di riferimento pari a 45 kcal/kg FFM:

45 × 40 = 1800 kcal/die

Questo rappresenta un introito energetico indicativo compatibile con una buona disponibilità energetica. Se il TDEE del soggetto fosse simile o inferiore a tale valore, un deficit marcato risulterebbe fisiologicamente poco sostenibile.


Conclusioni

La LEA e la sindrome RED-s rappresentano condizioni clinicamente rilevanti che possono compromettere salute, adattamento e performance. Il concetto di disponibilità energetica offre uno strumento utile per valutare la sostenibilità fisiologica di strategie nutrizionali, sia nello sport sia nei percorsi di dimagrimento.

Un approccio evidence-based, con deficit energetici moderati e monitoraggio clinico, rappresenta la strategia più sicura per migliorare la composizione corporea senza compromettere la salute.


Bibliografia

  • Mountjoy M, Sundgot-Borgen J, Burke L, et al., Relative Energy Deficiency in Sport (REDs): 2023 Update, Endocrine Reviews. 2023. doi:10.1210/endrev/bnae011

  • Nattiv A, Loucks AB, Manore MM, et al., The Female Athlete Triad: ACSM Position Stand, Medicine & Science in Sports & Exercise. 2007;39(10):1867–1882. doi:10.1249/mss.0b013e318149f111

  • De Souza MJ, Nattiv A, Joy E, et al., 2014 Female Athlete Triad Coalition Consensus Statement on Treatment and Return to Play of the Female Athlete Triad, British Journal of Sports Medicine. 2014;48(4):289. doi:10.1136/bjsports-2013-093218

  • Loucks AB, Thuma JR., Luteinizing hormone pulsatility is disrupted at a threshold of energy availability in regularly menstruating women, Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. 2003;88(1):297–311. doi:10.1210/jc.2002-020369

  • Loucks AB., Energy availability, not body fatness, regulates reproductive function in women, Exercise and Sport Sciences Reviews. 2003;31(3):144–148. doi:10.1097/00003677-200307000-00007

  • Dulloo AG, Jacquet J, Montani JP, Schutz Y., Adaptive thermogenesis in human body weight regulation: more of a concept than a measurable entity?, International Journal of Obesity. 2015;39(S1):S5–S9. doi:10.1038/ijo.2014.173

  • Hall KD, Kahan S., Maintenance of Lost Weight and Long-Term Management of Obesity, Medical Clinics of North America. 2018;102(1):183–197. doi:10.1016/j.mcna.2017.08.012